12 Luglio 2022 by Giampiero Casali in Ergonomia posturale No ! Non basta. Serve altro: bisogna variare/modificare la postura. Esercizio motorio: è sempre fondamentale per variare la postura fissa che, insieme all’instabilità, sono i fattori favorenti la degenerazione articolare del ginocchio. Instabilità del ginocchio: a volte il potenziamento del tono muscolare non si riesce a raggiungere per motivi vari, allora l’uso di un tutore armato deve essere saggiamente caldeggiato (suggerire sempre tutori sportivi come primo approccio, quelli super tecnici sono ingombranti e complicati da mettere e levare!). Pedana Baropodometrica e termografia di superficie: esami semplici che svelano la postura fissa e guidano la rieducazione verso una postura diversa, variabile e utile. Radiografia: sempre comparata ovvero con esame dei 2 arti, meglio con bacino e colonna in ortostatismo e con studio delle rotule. Risonanza: serve solo dopo un trauma importante e prima della protesi, ma come esame base non serve, anzi è fuorviante perché evidenzia note degenerative che possono orientare verso la chirurgia anche se non ce n’è bisogno. Prevenzione: artroscopia? L’artroscopia ha senso in presenza di blocchi articolari, in presenza di dolore cronico non ha alcuna utilità per il ginocchio. La vera prevenzione è variare il carico sul ginocchio e questo é il lavoro dei tecnici posturali. Come faccio a capire che il ginocchio carica male? Basta una riduzione anche minima della rima articolare in sede mediale o laterale e questo dipende da quale “ piega scorretta” sta prendendo il ginocchio, ovvero se sta virando verso un varo o un valgo patologici: questo allarme lo lancia la semplice radiografia, che può e deve essere ripetuta anche a distanza di pochi anni, perché il quadro degenerativo evolve in poco tempo! Salvare il ginocchio é possibile e non servono specialisti: basta e avanza la competenza del MMG, che pone il sospetto guardando una radiografia, e poi serve la collaborazione con figure multidisciplinari del comparto rieducativo che partono con protocolli in grado di modificare/variare la postura/carico. Acido ialuronico: in questa fase rieducativa serve, eccome se serve! É fondamentale per togliere il dolore che, se presente, impedisce lo svolgimento del percorso rieducativo. Tempi della rieducazione? L’esercizio motorio corretto serve sempre, per tutta la vita attiva. Solette/tutori nelle scarpe: sono un aiuto (spinta) a modificare la postura, ma devono essere modificati in base ai dati del carico (Baropodometro + termografia di superficie). La durata tecnica di queste interfacce é al massimo di 1 anno! Esercizio motorio: fondamentale se guidato da “ cognizione di causa” ovvero con l’aiuto degli strumenti tecnici ora disponibili ( Baropodometro e Termografia di superficie) che indicano la strada rieducativa da seguire in base ai successi pratici ottenuti. Lavorare alla “cieca” come spesso accade per mancanza di collaborazione multidisciplinare, può rallentare e inficiare il percorso rieducativo! Gpcasali mmg/fisiatra del benessere motorio Giampiero Casali 0 Recommend Facebook X LinkedIN Share Tagged in
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